Sesta e ultima tappa - da Matera a Taranto

Gli ultimi cinquecento metri a manetta per spremere tutti i cavalli del motore e provare per l'ultima volta l'ebbrezza del vento in faccia. Sul lungomare Virgilio di Taranto è andato in scena l'ultimo atto della Mi-Ta targata 2012. Una tirata per sentire il rombo e immaginarsi piloti in quel tratto di rettilineo che vide sfrecciare i migliori campioni del mondo, prima di passare sotto lo striscione d'arrivo posto davanti al mastodontico palazzo del Governo.

 

S'è conclusa anche la 26^ rievocazione storica della maratona motociclistica che in sei giorni ha portato i 180 concorrenti scattati dall'Idroscalo di Milano, a spasso per l'Italia.

Il primo a passare sotto la bandierina a scacchi sventolata da un soddisfattissimo Sergio Campana, mossiere storico della manifestazione, è stato Nino Castellani, il vincitore della categoria 75 cc nel 1952 con una Laverda ufficiale. Costretto al ritiro dopo la terza tappa per noie al motore della Laverda 200 messagli a disposizione dagli amici vicentini, Castellani ha ritrovato il sorriso quando Claudio Cauzzo, alla partenza da Matera, gli ha proposto di affrontare gli ultimi metri in sella alla sua moto, guarda caso una Laverda identica a quella che guidava quando era uno dei piloti più forti degli anni Cinquanta. Imbastito il numero 80 da apporre sui fianchi del mezzo, Castellani s'è messo in sella sorridente e, trovato un casco in prestito (il suo l'ha gettato da un dirupo dopo il ritiro per sfogare la rabbia!) s'è lanciato sul lungo rettilineo rivivendo antiche emozioni. Finita la corsa, Cauzzo ha voluto che Castellani firmasse con un pennarello indelebile il serbatoio della moto. "Adesso che l'ha guidata Nino – ha spiegato il padovano – non la userò più ma la conserverò con tutte le cure nel mio garage perchè è diventata più preziosa".

Gli applausi della gente hanno ripagato Castellani e in serata l'incontro a cena con il campione Remo Venturi, sceso da Spoleto a Taranto per salutare gli amici, ha aperto il libro dei ricordi.

La tappa s'è mossa da piazza Vittorio Veneto di Matera nella tarda mattinata, dando così finalmente la possibilità a tutta la carovana di indugiare qualche ora in più a letto. Il cielo di smalto ha fatto da splendida cornice al via, organizzato dagli amici del Lambretta club "Matera Sassi Basilicata" . Sotto un sole bruciante e un caldo asfissiante la prima parte della corsa s'è snodata a cavallo tra Lucania e Puglia, in mezzo ad una campagna arsa accompagnata da un coro ininterrotto di cicale.

Dopo Laterza e un veloce omaggio al monumento che Castellaneta ha dedicato a Rodolfo Valentino, il suo figlio più illustre, la sosta a Palagiano per il primo controllo orario della giornata ha consentito ai motociclisti di trovare un po' di refrigerio all'ombra di alcuni gazebo e di rinfrescarsi la gola con fette d'anguria gelate.

Passata Massafra a Martina Franca c'è stato il classico appuntamento con un buffet ricco e abbondante offerto dal Moto Club Valle D’Itria. Diciotto chilometri dopo altra sosta a Ceglie Messapica per il controllo a timbro con accompagnamento di pizzette e deliziosi spuntini particolarmente graditi. Un "antipasto" di quello che ha offerto Villa Castelli.

Spostato il ritrovo dalla piazzetta del municipio a quella, ombreggiata da piante secolari, del piazzale della scuola elementare il "benvenuto" al gruppone ormai cotto dal sole è stato dato dalle note irresistibili della "pizzica" con un duo molto bravo a proporre lo scatenato ritmo che ha richiamato sul palco gli olandesi Cees e Annet Vink e i loro connazionali Jos e Hendrika Van Klinken. Al richiamo della musica non ha saputo resistere Carla Pizzato ed è stata subito grande festa. A solleticare le papille gustative dei centauri ci hanno pensato invece peperoni sotto'olio, cipolle tritate sottili e altre verdure accompagnate da uno squisito purè di fave. Vito Ciracì ha fatto gli onori di casa e ha voluto premiare con una targa e un mazzo di fiori tutte le motocicliste impegnate nella maratona. Tanti applausi per le premiate e un velo di commozione per il vecchio pilota sempre generoso e sorprendente. Sul palco anche il sindaco e l'assessore allo sport i quali hanno ricordato lo stretto legame che unisce Villa Castelli alla Mi-Ta.

Poi il gran finale: tutti in gruppo come una scolaresca in vacanza sino a Taranto tra gli sguardi divertiti della gente e qualche improperio lanciato dagli automobilisti finiti in mezzo alla lunga teoria di moto.

Dopo l'ultimo traguardo, le classiche foto di rito, qualche lacrima a fatica nascosta dietro gli occhialoni da gara per l'avventura finita e l'arrivederci al prossimo anno.

In serata la cena di gala ha fatto scendere definitivamente il sipario su questa edizione della Milano-Taranto. Nel cuore di tutti resteranno ricordi incancellabili!